Al Circolo degli Artisti per vedere finalmente i
To Rococo Rot, storica formazione berlinese che ormai da una decina d'anni produce ottima elettronica minimale, ma anche per riascoltare quel gruppo, gli
Slowmotion, che sul palco di Piazza dei Cinquecento ad
Enzimi mi aveva stupito con un live set davvero interessante.
La formazione romana apre la serata, presentando le tracce del suo ultimo lavoro
Summer of my Youth prodotto dall'etichetta indipendente Disaster by Choice. Laptop e manipolette, synth e tastierine, contrabbasso e batteria elettronica suonata live: gli
Slowmotion si muovono con passo proprio attorno ad atmosfere e ritmiche elettro-pop; su un tappeto digitale di clicks e blips riescono ad amalgamare il suono caldo e familiare del basso acustico con melodie sintetiche come di musichette da videogame d'epoca. Spaziano dal jazz alla house, sfiorano la new wave, soprattutto con i due brani cantati da Fabio Vellucci, mischiano ed impastano generi e citazioni lontane e intanto fanno una cosa che, sempre sull'orlo di una strana nostalgia, pure sembra nuova.
Nonostante la profonda distanza stilistica che separa le due formazioni, in qualche modo il live di
Slowmotion possiede diverse cose in comune con quello che segue di
To Rococo Rot e infatti lo introduce ottimamente. Anche il trio berlinese si porta sul palco del Circolo degli Artisti basso, stavolta elettrico, e batteria, oltre a quello che credo sia un dono e un talento abbastanza raro, e cioè la capacità di proiettare calore e colore su architetture ritmiche elettroniche altrimenti minime ed algide.
Gran parte del set è dedicato alla presentazione delle 14 tracce del nuovo album
Hotel Morgen (Domino Records): 14 stanze arredate in stile tipicamente rococò, calde appunto, tappezzate come sono di frammenti melodici assolutamente semplici e forse magici. C'è qualcosa di infantile nelle composizioni della band dal nome palindromo e ci sono suoni morbidi che suonano bene. L'ultimo album dei
To Rococo Rot non possiede certo nulla di rivoluzionario ma è accogliente ed intimo, ispirato dall'inizio alla fine. Il gruppo lo propone in una versione live arricchita di effetti e soprattutto più complessa e piena ritmicamente.
I
To Rococo Rot danno così vita ad un live che è un remix in diretta della loro ultima fatica di studio, ma anche dei singoli più belli estratti dai precedenti album e di qualche pezzo di altre band della scena minimal ed elettro tedesca. Il risultato è un live dolce ed ipnotico che ti avvolge di suoni melodiosi e insieme di schegge spezzate di ritmo, mentre ballicchi rapito.
di Marcello Giannangeli