Andrea Lai, fondatore insieme a Riccardo Petitti della serata
Agatha al Brancaleone, dj e produttore musicale, è il primo di una serie di artisti che ogni mese comporranno le musiche per il sito di
Zone Attive. Nell'intervista che segue Andrea ci ha parlato di come è nata l'idea per la sua traccia
Bush&Blair, per poi raccontarci più in generale della sua attività di dj e delle sue prossime produzioni discografiche. Per ascoltare il loop e per vedere la videointervista ad Andrea Lai potete collegarvi al sito di
zoneattive.com.
Il loop che hai composto per Zone Attive abbina in maniera funky e divertentente una ritmica hip-hop a bassi profondi di matrice drum&bass. In qualche modo mi sembra che richiami una marcetta marziale rivisitata in chiave ironica. E' per questo che l'hai intitolato Bush & Blair?Un po' è una marcetta, ma anche un po' un minuetto. Non è che ci sia un pensiero profondo... insomma non ci ho meditato sopra al titolo. Però si, un minuetto un po' sinistro che solo quei due stanno facendo ballare a mezzo mondo...
Come è nata l'idea che ispira il loop? La verità? Bene: le casse con cui si sente la musica dai computer per il 90% dei casi fanno schifo, quindi ho pensato a frequenze udibili anche su casse scrause. Poi mi è sfuggita la mano sui bassi (una droga!) ed ho pensato ad un motivetto (in 6 battute) che anche loopato non annoiasse subito. et voilà!
Penso che in Bush & Blair si riconosca subito il tuo stile, il tuo modo di intendere la musica come divertimento intelligente. Quanto c'è di te in questi pochi secondi?C'è tutto. Cioè c'è quello che in quel momento è uscito di me. C'è la protesta, che fa parte di me da quando mi ricordo di aver iniziato a pensare. C'è la rabbia per un sacco di cose (troppe) che non mi vanno a genio attualmente. C'è anche il mio scherzare su tutto alla fine. Sin dai tempi del liceo (al Mamiani) trovavo il modo di predicare della sinistra solamente noioso e totalmente non in grado di penetrare nelle persone. La musica ha (anche ) questo potere: di farti entrare dentro le idee emozionandoti e non rompendoti le palle!
Questa attitudine mi sembra che stia alla base anche di Agatha, la serata del venerdì del Brancaleone, punto di riferimento della scena elettronica (e non solo) a livello nazionale ed europeo. Come definiresti la filosofia che anima le serate della crew? Non voglio sembrarti un bacchettone, ma ormai tutti si autodefiniscono "punto di riferimento" di qualcosa... Dai comunicati che arrivano e dalle mail sembra che il mondo sia pieno di punti di riferimento e vien voglia di prendere un pennarello ed unirli quei punti. Uscirebbe la faccia di Berlusconi!!!!! Comunque, Agatha fa solo musica. Però fa musica come piace a me e Riccardo Petitti che siamo troppo ironici con tutti e con noi. Pensa che quando siamo arrivati al Brancaleone (8 anni fa), li stavano ancora con le assemblee e con le seghe mentali. Ci son voluti anni per fargli capire che un dj che faceva musica da ballo andava pagato e trattato in un certo modo e che poteva essere autore di una cultura altra, anche se non se la menava più di tanto. Ci son volute discussioni su discussioni per fargli intravedere un valore nell'intrattenimento e che discoteca non voleva per forza dire cubiste, collettoni e buttafuori incoccati. Ora il Brancaleone fa cultura e non si sono nemmeno accorti di come sia successo! La dance non sta a destra o a sinistra. Le idee e lo spingere avanti i confini della musica continuamente hanno sicuramente a che fare con un approccio all'avanti, al progressivo. Ma non è neanche sempre vero, basta pensare ai primi rave in Italia dove i fasci pullulavano... Comunque la filosofia è niente superstar e niente confini musicali.
Di tutti i grandi guest che avete avuto ad Agatha, ce n'è qualcuno che vi ha stupito particolarmente?Ci han stupito tutti quelli che si son calati nello spirito di agatha. Sai, se un mega ospite va a suonare in un locale "ufficiale", scende dall'aereo, va in albergo, spesso se la chiede trova la coca ed anche una ragazza per lui. Bèh, tutto questo ad agatha non succede. Non succede perchè nessuno lo chiede, perchè sa che ad agatha c'è solo musica e passione e ben poco mercato... Comunque un nome potrebbe essere quello di
Shut Up And Dance duo inglese che ha fatto la storia e che ad agatha ha snocciolato un set commovente!
Dopo il successo della compilation mixata Agatha Rock'n'roll (Mantra Breaks) avete in programma nuove produzioni discografiche? YES!! Intorno a gennaio esce il mio primo singolo per Mantra Breaks a cui poi seguirà la seconda compilation di agatha. Poi un altro singolo e poi altre produzioni in cantiere...
Per finire, a settembre hai suonato in Piazza Vittorio per Enzimi 2004, che ricordo hai di quell'insolito set all'Esquilino?Mi ricordo decine di persone che mi chiedevano quando ripartiva agatha e tutti che mi chiedevano di "menare" e ho passato forse 40 minuti a spiegare che in piazza non si può fare un club... mi son sbizzarrito con un po' di hip hop inglese (niente a che vedere con quello "bella io ce l'ho più lungo" americano). Mi diverto poi a non fare quello che si aspetta da me...
intervista a cura di Marcello Giannangeli