Continua l'appuntamento con la sperimentazione elettronica della rassegna Sensoralia, di scena al teatro Palladium. Il ciclo di concerti, organizzato in collaborazione con l'Università Roma Tre, prevede questo mercoledì l'esibizione di Christian Fennesz.
Salito alla ribalta della intensa scena elettronica austriaca alla fine degli anni '90 con lavori di grande impatto come "Hotel Paral.lel" e "Plus Forty Seven Degrees 56' 37" Minus Sixteen Degrees 51' 08", Fennesz presenterà a Sensoralia il suo ultimo progetto intitolato "Venice", uscito per l'etichetta inglese Touch!. Fennesz, come dimostrato anche nella sua performance con Ryuichi Sakamoto all'Auditorium lo scorso Novembre, possiede il dono raro di lavorare con il computer lavorandone gli scarti, gli errori, riuscendo a creare delle melodie e degli scenari sonici di struggente nostalgia e grande coinvolgimento. A cavallo tra sperimentazione, IDM e esplorazione ambientale, il lavoro del musicista disegna un malinconico percorso tra memoria e dubbio, tra elettronico e acustico, tra chitarra e powerbook, un viaggio attraverso i sogni e le piccole increspature che li rendono deliziosamente imperfetti.
La musica di Christian Fennesz si è imposta presso critica ed ascoltatori come l'ipotesi pop e "romantica" dell'elettronica glitch, uno stile che costringe l'ascoltatore a farsi strada tra scarti e dissonanze in cerca di un filo conduttore e di una trama dominante, quasi sempre disegnata da una chitarra calda ed avvolgente. Valgano come biglietto da visita le parole dello stesso Fennesz: "uso ancora la chitarra come sorgente dei miei suoni, ma anche quando uso il computer suona spesso come una chitarra... sono interessato alla combinazione di suoni acustici ed elettronici, cerco sempre di trovare nuove vie per connettere il digitale e l'acustico e di fare in modo che suoni il più naturale possibile...".
In "Venice", la chitarra di Fennesz si mette in piena luce e la sua visione degli idiomi pop che interagiscono con strutture compositive più astratte è più evidente che mai.
Tra gli ospiti del disco troviamo David Sylvian, le cui parole su 'Transit' sono una trenodia per i nostri tempi, che approfondisce la collaborazione iniziata con il disco di Sylvian "Blemish". Il chitarrista austriaco Burkhard Stangl accompagna Fennesz in due brani, l'epico 'Circassian' e il laconico ma non meno efficace 'Laguna'. Tre brevi tracce, 'onsra', 'onsay' and 'asusu', collegano i temi principali del disco, il mutare di un' Europa stretta tra la cultura romantica e l'urgenza di coprirsi gli occhi.
A fare da ricco contorno al concerto di Fennesz, nel foyer del Palladium il dj\laptop set di Brancaphonic.