Isola felice del nuovo ordine mondiale, la Penisola Scandinava è anche un luogo capace di offrire prospettive avanguardistiche ed originali per gli sguardi interessati ad indagare la contemporaneità del nostro abitare. Dall'alta tecnologia al design, passando per la musica ed il cinema, c'è chi parla di "rinascimento nordico" per individuare tutti quei fermenti che, attraversando la punta glaciale dell'Europa, si riversano nel resto del mondo dettando mode, stili di vita ed abitudini di consumo. Malgrado questa situazione apparentemente ideale, gli abitanti del Nord Europa, come sospinti dal riverbero estraniante dell'aurora boreale, veicolano idee, situazioni e critiche sociali capaci di mettere in discussione quell'esile linea di sviluppo economico al quale si aggrappa la precaria situazione del benessere occidentale. Emblema di quest'attitudine innovativa e al tempo stesso contestatrice, un gruppo musicale basato in Svezia è stato in grado di dire portare qualcosa di nuovo sulla scena del post-punk, ereditando tutta la carica polemica di cui il genere si è storicamente dimostrato capace. Stiamo parlando dei
The (International) Noise Conspiracy: una sigla che suona come un manifesto rivoluzionario, un invito a far ricadere nel sociale i frutti di una cospirazione che sceglie le sue armi lanciando a manetta i volumi degli amplificatori, sottoponendo alla distorsione i suoni delle chitarre elettriche e mettendo sotto pressioni i ritmi lancinanti di basso e batteria. Scegliendo di essere presente ovunque la situazione politica presentasse segnali di incipiente surriscaldamento, questi cinque ragazzi svedesi si sono fatti le ossa in venues semi-clandestine organizzate nella casalinga capitale svedese come nella remota Cina, prestando fede, in questo modo, all'internazionalità a cui il loro stesso nome fa riferimento. Al seguito del loro album d'esordio (
Survival Sickness, 2000), intanto, i The (International) Noise Conspiracy non mancano di riversare le loro tonalità perturbanti nel resto d'Europa e negli Stati Uniti d'America diventando, quando la situazione lo richiede, una delle colonne sonore che accompagnano le azioni dimostrative del variegato movimento no-global. E il successo di dischi come
A New Morning Changing Weather (2001), contenente la hit
Capitalism Stole My Virginity, piuttosto che ammorbidire i toni della band confermano il gruppo su suoni e posizioni radicali; suoni e posizioni che continuano ad animare la voglia di cambiamento sociale e musicale che si respira nel più recente
Armed Love (2004): ultimo disco dei The (International) Noise Conspiracy e punto di partenza del live atteso il 9 Settembre sul palco di Piazza dei Cinquecento, nell'ambito del movimentato Festival di Enzimi. La cospirazione internazionale del suono colpisce ancora, benpensanti e conservatori sono avvisati.
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